Autore Topic: [Fanfics]Saint Seiya: 5 Eroi per caso (capitolo 1)  (Letto 665 volte)

Seiya

  • Visitatore
[Fanfics]Saint Seiya: 5 Eroi per caso (capitolo 1)
« il: 08 Dicembre 2011, 18:43:43 »
Francesco, cavaliere del Cigno

Sono passati diversi anni dalla battaglia tra alcuni cavalieri rinnegati di Zeus e i cavalieri di Athena e molti ormai hanno dimenticato il tutto.

Alcuni archeologi durante uno scavo preso una cripta di una tomba presso un rovina di un vecchio tempio, trovano su un piedistallo uno scrigno d'oro che emana una gran luce ed ha come simbolo l'acqua.
Furono vani i tentativi di aprilo, ma ogni atrezzo usato o si rompeva  o risultava praticamente inutile.
Giunsero alla conclusione che non fosse uno scrigno, ma un qualche oggetto ornamentale per il defunto e decisero di metterlo in un museo.

Tra i visitatori del museo un giorno, uno strano individuo si ferma proprio davanti alla teca dove era chiuso lo scrigno e tra se pensa “nessuno mai riuscirà ad aprire quello scrigno, nessuno” e alzando il dito al cielo ordina allo scrigno di aprirsi e di presentarsi a lui l'armatura in essa contenuta.
Lo scrigno si apre e nel fascio di luce che ne esce, ecco apparire l'armatura d'oro dell'acquario.

In quello stesso momento, ma da tutt'altra parte in un bosco sta divampando un terribile incedio e malgrado l'impiego di tutte le tecniche moderne di spegnimento dell'incendio non riescono a domarlo.
Tra i tanti curiosi che assistono impotenti al disastro c'è un giovano ragazzo, Francesco,  che desiderebbe tantissimo aiutare a spegnere quel fuoco, ma non è nessuno , non può fare nulla e spera in un miracolo.
A ciel sereno un fulmine colpisce dietro una collinetta li vicino e il ragazzo pensa che forse è proprio il miracolo che aspettava.

Raggiunto incuriosito la collina  si trova davanti ad uno scrigno che sembra proprio piovuto dal cielo.
Non fa a tempo ad avvicinarsi che subito lo scrigno si apre e ne esce un 'armatura che si scompone e si ricompone su di lui.
Ora il ragazzo ha un armatura e questa emana una grande energia che lui stesso vede intorno a se.

Ecco il miracolo che aspettava – forse il cielo ha voluto aiutarlo a spegnere l'incendio grazie a quest'armatura che non sa usare.
Francesco appena indossata l'armatura però ha come un deja-vu, ha la sensazione di sapere come usarla e per provare a spegnere l'incedio mette la mano verso il bosco in fiamme e dal suo corpo, concentrato nel braccio e palmo della mano, parte un fascio di energia e concentrando poi il suo pugno verso il bosco lo colpisce  congelandolo tutto, trasformandolo in un boschetto cristallizato.

L'incendio è domato

Il cavaliere d'oro dell'acquario sta osservando la scena e si rende conto che solo una persona è in grado di fare questo miracolo, ma non è Hyoga.
Chinque sia però lo deve affrontare e sconfiggere

Si presenta di fronte a Francesco, con indosso l'armatura del Cigno, pronto a distruggerlo senza dargli troppo spiegazioni e Francesco non sa nemmeno di cosa stia parlando.
Il cavaliere d'oro lo colpisce con la “Polvere di Diamanti” alla massima potenza che scaraventa il nuovo cavaliere del Cigno a terra.
Malgrado il gelo di Acquario sia molto potente, Francesco si rimette quasi subito in piedi.
Francesco ha ricevuto  quest'armatura e deve esserne degno e il cavaliere d'oro avverto il grande cosmo che si sta elevando da lui e sa che potrebbe addirittura avere la peggio.
Senza perdersi in fronzoli, si mette in posizione per lanciare il più terribile dei colpi delle energie fredde: l'Aurora.
Acquario scaglia il “Colpo della Massima Aurora>” e Francesco lancia la sua prima “Polvere di Diamante” come se avesse sempre combattuto.
I due colpi si fermano a metà strada, la povere di diamanti del Cigno tiene testa all'Aurora del cavaliere d'oro.
Francesco si mette subito in posizione per imitare il suo avversario con estrema facilità  e lancia anche lui lo stesso colpo che non sa come si chiama, ma emana tutta l'energia che ha in corpo.

Acquario viene colpito in pieno e l'armatura d'oro va in pezzi per l'energia che Francesco è stato in grado di emanare senza saperlo.
Il cavaliere d'oro però è soddisfatto perchè ora che l'armatura d'oro è in pezzi nessuno la userà più per scopi malvagi.

Francesco ora è li, con indosso l'armatura del Cigno e si stupisce un po perchè sa usare certi colpi come la Polvere di Diamanti e non sa come sia possibile.


Cris, Cavaliere di Pegasus


Passeggiando per le vie cittadine un comune ragazzo, Cris, nota in un vicolo una luce azzurra molto luminosa ed è incuriosito.
Avvicinandosi scopre che quella luce viene emanata da uno scrigno e appena è abbastanza vicino si
apre e dopo un lampo accecante si ritrova addosso un armatura.
E' incredulo sopratutto del fatto che si sia composta su di lui automaticamente senza che lui avesse desiderato farlo.

Appena indossata l'armatura, si presenta davanti a lui un cavaliere che stava aspettando questo momento, stava aspettando proprio il cavaliere di Pegasus.
Senza dargli tanti spiegazioni lo colpisce con un pugno, pugno che emana un fascio energetico che sta per colpire Cris.
Purtroppo Cris, non sa che fare e passivamente lo prende in pieno e viene scaraventato a terra quasi piagnucolante.
Il nuovo cavaliere di Pegasus è a terra e non sa come difendersi, non sa come usare quest'armatura per proteggersi, ma qualcuno crede in lui se ha avuto questo dono e quasi miracolosamente cerca di rialzarsi e da lui si espande di nuovo quel bagliore azzurro che aveva visto nel vicolo.

Il cavaliere avversario rimane un po stupito vedendolo rialzarsi e ampliando la sua energia.
Cris cerca di concentrare tutte le sue energie e se questa armatura funziona spera che gli faccia capire come combattere.
Cerca così di colpire il suo avversario con un pugno e rimane stupito dal fatto che può muovere il braccio ad una forte velocità.
I fasci che riesce a lanciare vengono fermati con un dito dal cavaliere avversario che lo intima a scappare dato che non avrebbe speranze in questa lotta.
Cris non abbandona la lotta sopratutto perchè vuole tentare di nuovo e di nuovo dal suo corpo nuovi bagliori azzuri ancora più intensi.
Cris lancia “Vai, Pegaso”, ma il suo potere viene fermato dalla mano del nemico e poi estinto nel pugno dell'avversario.

Il cavaliere nemico gli scaglia un'energia che avvolge Cris che non riesce a resistere che finisce per sbattere contro un muro.
Il suo forte avversario mette il pugno di fronte a Pegasus e con un leggere lampo spezza il muro che crolla addosso a Cris.
Questo avversario si rende conto che questo Pegasus non vale un granchè e lo attacca corpo a corpo con pugni e calci e affonda il pugno finale buttandolo a terra in modo definitivo.
Deluso da questo debole avversario se ne va.

Li a terra, Cris non sa cosa fare,  è ancora vivo grazie a quest'armatura che lo sta proteggendo, ma non sa come usarla in battaglia.
Forse deve concentrare la forza, ma come fare che non è un cavaliere come il suo nemico?
Con la forza della disperazione si rialza e cerca di espandare la sua forza al massimo e ancora una volta ecco la luce azzura che lo avvolge con molta intensità.
Davanti ad uno stupito avversario, Cris lancia “Fulmine di Pegaso” alla velocità della luce che scaraventa il cavaliere nemico a terra molto violentemente.

Malgrado il suo pugno abbia colpito forte, il suo avversario si rialza, perchè non bastano pochi colpi lanciati alla velocità della luce per fermarlo e subito l'avversario gli lancia di nuovo il suo attacco concentrato e questa volta potrebbe essere l'attacco finale per Pegasus se non riuscirà ad evitarlo.

Senza sapere come o perchè, Cris riesce benissimo a vedere distintamente i suoi colpi, la direzione e cerca mettendo le mani in avanti di fermarli.
Tra lo stupore del suo avversario, Cris lo ferma senza troppi problemi rimanendo sul posto senza nemmeno arretrare un po per la forza dirompente del colpo.
Pegasus a questo punto cerca di concentrarsi ancora di più e questa volta i bagliori azzuri diventa dorati e la sua armaturaq diventa d'oro.
A questo punto lancia di nuovo il suo attacco che volando verso il nemico si trasforma in una cometa di luce alla velocità della luce che colpisce l'avversario distruggendo la sua armature e ponendo fine alla sua vita.
A terra, il cavaliere sconfitto, ringrazia Pegasus per l'opportunità che gli dato.

Ora, Cris, grazie a quest'armatura può cercare di ripotare la pace nel mondo.



Ryu, cavaliere del Dragone


Presso un lago emiliano, lago di montagna, un ragazzo cinese con la sua chittara si trova presso le sue rive per comporre una nuova canzone e magari trovare anche una bella ispirazione.
Mentre è li a suonare qualche accordo ecco che si presenta a lui una strana figura che appare quasi dal nulla e si presenta come Fulmine, il figlio del cavallo alato Pegaso.
Per Ryu, questo è un pazzo furioso, ma imporovvisamente Fulmine lo colpisce con “Pugno di Fulmine” che lo scaraventa in mezzo al lago.
Fulmine è un cavaliere spietato che si diverte ad uccidere i deboli.

Dal centro del lago però esce un fascio di luce verde mare e sulla riva del lago ecco Ryu vivo e con indosso un armatura di color verde smeraldo.
Fulmine non riesce a credere a quello che vede e lo stesso Ryu rimane stupito di vedersi vivo e con questa armatura che non sa come sia giunta a lui.

Vedendo questo ragazzino cinese un po smarrito, Fulmine lo attacca corpo a corpo e dopo pochi colpi è gia a terra e gli lancia il suo colpo di grazia, la “Cometa di Fulmine”.
La sua cometa viaggia potente contro Ryu che però prontamente di riflesso si  difende con lo scudo del suo braccio sinistro, lo scudo infrangibile dell'armatura del Dragone.

I due avversari sono li, uno di fronte all'altro a scrutarsi.

Ryu, non sa come richiamare la stessa energia che il suo avversaio sa usare così bene, ma ci prova e d'incanto intorno al suo corpo ecco dei bagliori verdi che si trasformano in un drago cinese.
Ryu lancia il suo pugno verso Fulmine che ne viene travolto e poi scagliato lontano per finire a terra talmente violentemente che il colpo gli è fatale.
Fulmine, nei pochi attimi che gli restano si rende conto che questa è la fine di una vita dedicata alla ricerca della gloria e che doveva essere questo ragazzo a fargli capire i suoi sbagli?

L'armatura del drago si scompone da Ryo e rimane li davanti a lui.
Ryu si siede in contemplazione davanti all'armatura e tra di loro sembra nascere un legame che sarà eterno.



Paolo, cavaliere di Andromeda


Una classe di scuola decide di fare una gita scolastica presso l'isola di Andromeda, conosciuta però dal resto del mondo e dalla classe con un altro nome.
La gita viene fatto per uno scopo particolare, dato che è un isola molto speciale dal punto di vista naturalistico.
Giunta sull'isola, la professoressa spiega ai propri ragazzi di stare attenti perchè quest'isola ha la peculiarità che la notte la temperature può scendere anche sotto gli 80°.
Un ragazzo, Paolo, è atratto però da qualcosa al centro dell'isola, non sa nemmeno lui da cosa ma sente che deve andarci.
Addentrandosi sempre di più all'interno dell'isola, Paolo scorse un bagliore e vi trova li un armatura di color rosa violetto.
L'armatura si scompone appena Paolo è li vicino e si compone su di lui che rimane completamente stupito di questa cosa.
Appena l'armatura è su Paolo, tra una piccola tormenta di polvere si presenta un cavaliere che dice di essere l'ultimo cavaliere d'argento, il più forte.
Paolo ovviamente non sa assolutamente di cosa stia parlando, ma lo avverte che si avvicina troppo gli tirerà una catenata in testa.
Il cavaliere d'argento se la ride per questa affermazione, ma la catena dell'armatura si allunga miracolosamente e colpisce l'elmo del cavaliere mandando in pezzi quest'ulimo e ferendolo.
Paolo rimane stupito nel vedere la catena allungarsi quasi per magia.
Il cavaliere d'argento infuriato è pronto a fargliela pagare e posizionando le braccia allargate concentra una strana energia sui pugni.
Quando è al massimo, gli scaglia a doppie mani “Forza Massima del Drago”, ma questa energia si infrange sulla catena di Andromeda che si è posta a difesa del suo giovane e inesperto padrone.
Paolo non sa come e perchè la catena si comporti così, ma si rende conto che deve approffittarsi di questa situazione in cui lui è in vantaggio.
Paolo lancia la catena per colpire l'avversario e questa si divide in centinaia di catene che colpiscono il cavaliere d'argento mandando il pezzi le sue vestigia.
Il cavaliere d'argento non riesce a capire come sia possibile che questo ragazzo che non è un cavaliere e non è nemmeno all'altezza di un apprendista, possa fare tutto questo.

Paolo è convinto di aver vinto, sopratutto quando il suo avversario cade al suolo rovinosamente di testa.
Purtroppo non è così, il suo avversario è un cavaliere d'argento e anche senza armatura il suo potere è devastante allo stesso modo.

Il cavaliere d'argento, gli scaglia con un  dito “Holisò”, un fascio verde che colpisce l'armatura di andromeda sul pettorale.
L'armatura di Andromeda va in pezzi subito dopo lascianlo il povero Paolo completamente privo di difese, esattamente come quando è venuto la prima volta sull'isola come studente in gita.

Ora come farà a difendersi? Prima aveva le catene a difenderlo, ma ora?
Tra se spera che possa avere lui qualche altra forza, ma quale?
In preda un po alla disperazione, Paolo lancia un inventato “Potere di Andromeda”, ma non succede niente e il suo avversario dopo questo patetico tentativo è pronto a dargli il colpo di grazia.

Quando sta per colpire un indifeso Andromeda, il suo corpo è avvolto da anelli d'aria che lo avvolgono inpedendogli di muoversi chiedendo al suo avversario come abbia fatto.
Paolo non sa niente, non sa come ci sia riuscito...

Purtroppo questa debole corrente d'aria che non permette al cavaliere d'argento di muoversi, permette però di muovere il braccio e alzandolo concentra un energia che per un Andromeda privo di difese sarà fatale.
In quel momento, Paolo capisce che forse bisogna concentrarsi di più su questo colpo e la bufera che prima ha scagliato in modo leggero ora diventa più incisiva,  diventa una tempesta che avvolge il povero cavaliere d'argento che viene spazzato via.

Paolo ha vinto, ma ha perso l'armatura ed è stata una bella esperienza anche perchè grazie ad essa avrebbe potuto salvare l'umanità.



Roberto, cavaliere della Fenice


Incontro di Box pesi medi.
Lo sfidante Roberto contro il campione Araba Fenice, il suo maestro di Box.
Appena scatta il dong, Roberto attacca l'avversario che sembra non avere chance che subisce passivamente ogni colpo e con un gancio finale lo scaraventa a terra.
Araba Fenice è incredulo che Roberto sia così forte e cerca di colpirlo, ma Roberto è troppo veloce e con un colpo ben assestato, che ad alcuni sembrano vedere un baglior rossastro mentre lancia il pugno,  scaraventa l'Araba fuori dal ring spezzando anche le forti corde.
Sul ring appare l'armatura della Fenice, premio per il vincitore.

L'armatura si compone su di lui e capisce che quel match non era altro che la prova finale per diventare cavaliere.
Ora per essere finalmente riconosciuto come cavaliere dovra affrontare il suo avversario anche lui in armatura.
Roberto gli scaglia il suo pugno che diventa di fuoco che avvolge il suo avversario sconfiggendolo.
Anche Roberto non riesce a capire come abbia fatto a fare una cosa del genere.

Roberto è grato al suo maestro per tutto quello che ha fatto, ma subito si presenta un altro avversario e si tratta di Phoenix-Nero.
Il cavaliere nero gli scaglia subito l'”Hoyuko Tensho Nero” che provoca una tempesta nera che scaglia a terra Roberto che è la prima volta che incontra un avversario così forte.
Non è finita perchè Phoenix Nero lo colpisce ancora con “Spirale di Phoenix Nero”, colpo che manda in pezzi la nuova armatura che Roberto ha vinto.
A terra, Roberto ricorda le parole del suo maestro: “un pugile non deve mai scoraggiarsi, deve muoversi sempre e se cade al tappeto deve rialzarsi più vigoroso di prima”.
Il nuovo cavaliere delle Fenice è conscio di chi è e della sua forza.

Il cavalire nero ormai convinto di aver vinto si deve ricredere quando avverto il cosmo bruciante di Roberto che si espande oltre ogni limite.
La fenice risorge dalle ceneri e Roberto in mezzo  ad una Araba Fenice infuocata colpisce Phonix-Nero con il suo “Pugno della Fenice” che travolge  il cavaliere nero con un impeto terribile.

Il cavaliere nero sa che Roberto diventerà forte e degno erede del cavaliere Ikki che gli ha donato l'armatura.
« Ultima modifica: 01 Gennaio 1970, 02:00:00 da Guest »

Tags: