Autore Topic: La tua religione non è importante  (Letto 2620 volte)

Offline TheKaneB

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La tua religione non è importante
« il: 29 Ottobre 2011, 15:08:57 »
Andando a zonzo per la rete ho trovato una specie di presentazione in powerpoint riguardo un dialogo tra un teologo Brasiliano (tale Leonardo Boff) e il Dalai Lama. Non sono sicuro dell'autenticità della fonte, non vorrei che si trattasse delle solite frasi attribuite erroneamente a personaggi famosi (Jim Morrison ne sa qualcosa  :lol: ).
Comunque il messaggio, chiunque ne sia l'autore, è abbastanza in linea con il mio pensiero di ateo.
In breve, riassumo per i non anglofoni, dice che non importa quale sia la tua religione, purchè questa religione ti faccia agire in modo etico, responsabile, sensibile verso i problemi dell'umanità, ecc...
Se una religione ti causa questo, allora quella è la migliore religione per te.
Ovviamente in questo caso si trascende completamente il significato di religione (il credere nell'esistenza di divinità varie) e sposta il fulcro del discorso sulla morale e sull'etica personale. In particolare mette l'accento sul meccanismo di causa-effetto che vale anche nei rapporti umani e non solo in fisica, cioè se ti comporti in un certo modo verso i tuoi amici e familiari, otterrai in cambio un trattamento conseguente.

Citazione
Slide 1:  A brief dialogue between a Brazilian theologist Leonardo Boff and HH the Dalai Lama. YOUR RELIGION IS NOT IMPORTANT Leonardo is one of the renovators of the Theology of Freedom.

Slide 2: In a round table discussion about religion and freedom in which HH the Dalai Lama and myself were participating at recess I maliciously, and also with interest, asked him: “Your holiness, what is the best religion?”

Slide 3: which surprised me because I knew of the malice contained in my question. He answered: “The best religion is the one that gets you closest to God. It is the one that makes you a better person.” I thought he would say: “Tibetan Buddhism” or “The oriental religions, much older than Christianity” The Dalai Lama paused, smiled and looked me in the eyes ….

Slide 4: To get out of my embarrassment with such a wise answer, I asked: “What is it that makes me better?” He responded: “Whatever makes you more compassionate, more sensible, more detached, more loving, more humanitarian, more responsible, more ethical.” “The religion that will do that for you is the best religion”

Slide 5: I was silent for a moment, marvelling and even today thinking of his wise and irrefutable response: “I am not interested, my friend, about your religión or if you are religious or not. “What really is important to me is your behaviour in front of your peers, family, work, community, and in front of the world.” “Remember, the universe is the echo of our actions and our thoughts.”

Slide 6: “The law of action and reaction is not exclusively for physics. It is also of human relations. If I act with goodness, I will receive goodness. If I act with eviI, I will get evil.” “What our grandparents told us is the pure truth. You will always have what you desire for others. Being happy is not a matter of destiny. It is a matter of options.”

Slide 7: Finally he said: “Take care of your Thoughts because they become Words. Take care of your Words because they will become Actions. Take care of your Actions because they will become Habits. Take care of your Habits because they will form your Character. Take care of your Character because it will form your Destiny, and your Destiny will be your Life … and … “There is no religion higher than the Truth.”

Traduco solo l'ultima parte, che fa molto "Maestro Yoda"  :lol:
Fai attenzione ai tuoi pensieri, perchè questi diventano parole.
Fai attenzione alle tue parole, perchè queste diventano azioni.
Fai attenzione alle tue azioni, perchè queste diventano abitudini.
Fai attenzione alle tue abitudini, perchè queste formano il tuo carattere.
Fai attenzione al tuo carattere, perchè questo forgerà il tuo destino, ed il tuo destino sarà la tua vita... e...
Non c'è una religione migliore della verità.

Ammetto però di non aver capito cosa intenda per "verità", che sembra una parola buttata lì con un significato diverso dal normale, probabilmente da ricercarsi nel gergo del Buddhismo Tibetano.
« Ultima modifica: 01 Gennaio 1970, 02:00:00 da Guest »

Offline divina

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Re: La tua religione non è importante
« Risposta #1 il: 29 Ottobre 2011, 15:20:36 »
perfettamente d' accordo :)
« Ultima modifica: 01 Gennaio 1970, 02:00:00 da Guest »
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Offline cdimauro

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Re: La tua religione non è importante
« Risposta #2 il: 29 Ottobre 2011, 16:18:48 »
Citazione da: "TheKaneB"
Ovviamente in questo caso si trascende completamente il significato di religione (il credere nell'esistenza di divinità varie) e sposta il fulcro del discorso sulla morale e sull'etica personale. In particolare mette l'accento sul meccanismo di causa-effetto che vale anche nei rapporti umani e non solo in fisica, cioè se ti comporti in un certo modo verso i tuoi amici e familiari, otterrai in cambio un trattamento conseguente.
Mi pare più che altro una cosa di buon senso.

Comunque, e se non ricordo male, la legge di causa-effetto si può applicare alla fisica classica, ma non a quella quantistica.
Citazione
Ammetto però di non aver capito cosa intenda per "verità", che sembra una parola buttata lì con un significato diverso dal normale, probabilmente da ricercarsi nel gergo del Buddhismo Tibetano.
Non esiste una definizione oggettiva e incontrovertibile della parola "verità". C'è una tesi di un filosofo italiano, un certo Bossi (ma non ricordo il nome; di certo non Umberto :D), incentrata proprio sul suo significato.

Offline rebraist

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Re: La tua religione non è importante
« Risposta #3 il: 30 Ottobre 2011, 01:17:16 »
il vero problema resta proprio lì.
cos'è la verità?
e benchè io stesso, per formazione, sia un seguace del "allo stato attuale delle nostre conoscenze" non si può limitare la verità a questo.
esiste la verità? non esiste?
chi crede dice di si chi non crede dice di no. Ovviamente non può dire che esiste la verità senza la Verità. Sarebbe come dire che esistono tutte tranne una. Che è illogico uguale. L'agnostico ti risponde: esiste o non esiste non mi tange. Campo bene uguale.
E'vero che si continua a esistere senza andare alla radice del problema. Ma è vero che si campa anche senza newton e senza einstein. L'abbiamo fatto negli ultimi 20000 anni e il mondo non è poi andato male.
Io la penso come Pascal: non si può non scommettere.
Personalmente, se la scommessa la vinco va bene anche a chi puntava al contrario:
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." Mt 7,21.
« Ultima modifica: 01 Gennaio 1970, 02:00:00 da Guest »
Amigaos spacca.
Aros rulla.
Morphos corre di brutto.
Sinceramente, non vorrei che mio figlio facesse amicizia con uno di questi tre tipacci.
Dottore:lei é uno di quelli che si potrebbero definire nerd...
Io: dottò, lo so di mio. Sono pure iscritto a 'n'forum...
Dottore: su internet?
Io: no a rete 4

Offline cdimauro

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Re: La tua religione non è importante
« Risposta #4 il: 30 Ottobre 2011, 05:29:23 »
Citazione da: "rebraist"
il vero problema resta proprio lì.
cos'è la verità?
e benchè io stesso, per formazione, sia un seguace del "allo stato attuale delle nostre conoscenze" non si può limitare la verità a questo.
esiste la verità? non esiste?
chi crede dice di si chi non crede dice di no. Ovviamente non può dire che esiste la verità senza la Verità. Sarebbe come dire che esistono tutte tranne una. Che è illogico uguale.
Più che altro quando la scrivi con la prima maiuscola le stai attribuendo un altro valore (dopo che è già difficile determinarlo :D).
Citazione
L'agnostico ti risponde: esiste o non esiste non mi tange. Campo bene uguale.
Quello non è l'agnostico, ma il menefreghista. L'agnostico sta messo nella posizione peggiore, essendo continuamente alla ricerca di dati per decidere quale tesi sposare. Parola di ex-agnostico.

Poi si diventa atei, e si vive molto più sereni. 8-)
Citazione
E'vero che si continua a esistere senza andare alla radice del problema. Ma è vero che si campa anche senza newton e senza einstein. L'abbiamo fatto negli ultimi 20000 anni e il mondo non è poi andato male.
Io la penso come Pascal: non si può non scommettere.
Personalmente, se la scommessa la vinco va bene anche a chi puntava al contrario:
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." Mt 7,21.
Qui ci sarebbe di che discutere. Si può andare alla radice, cioè del problema dell'esistenza di dio. Oppure "spostarsi più avanti" parlando delle "sacre" scritture, cioè di chi, come, perché sono state scritte e del loro inquadramento storico (anche questo, SE esiste :lol:). E infine, andare a discutere del carattere prettamente teologico, quindi del significato delle scritture.

La diatriba di Pascal è da inquadrare nel primo caso. Una volta acquisito per "vero" il primo, egli fa suo anche il secondo caso (individua il "vero" nelle scritture cristiane"). E infine si arrovella sul terzo caso, da cui la frase che hai riportato.

Rimanendo qui, c'è un fiorire di teologia, poiché l'ortodossia nei primi secoli di questa neo-corrente religiosa dell'ebraismo non esisteva. C'erano parecchie comunità, che avevano ricordi diversi di questa figura mitica di Gesù, oppure interpretazioni diverse delle medesime. Il caos regnava, insomma. :mrgreen:

Nello specifico, quella frase potrebbe significare tranquillamente che sono sufficienti le opere per l'eventuale salvezza, a prescindere dalla religione d'appartenenza (quindi anche agnostici e atei vi entrerebbero a pieno titolo). Poi arrivò Paolo di Tarso, il falsificatore, l'anti-Cristo (era chiamato così dalle prime comunità cristiane, poiché esponeva concetti contrari a quelli che conoscevano e che aveva insegnato loro Gesù), e disse che non erano sufficienti le opere, ma... serviva la fede. E siccome con dio aveva parlato direttamente, aveva ragione lui. :lol:

OK, mi fermo qui. :)

Offline rebraist

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Re: La tua religione non è importante
« Risposta #5 il: 30 Ottobre 2011, 16:21:19 »
Citazione da: "cdimauro"
Più che altro quando la scrivi con la prima maiuscola le stai attribuendo un altro valore (dopo che è già difficile determinarlo :D).
ovvio! Se si parla di la verità, non fosse altro che per l'articolo determinativo si parla di quella con la V maiuscola. Quando si parla delle altre si parla di "una verità". Ma quelle non muovono così tanto gli uomini come la ricerca di quella con la V maiuscola. Tutti, chi in una maniera, chi in un'altra cerca di darsi un senso. Poi arriva alla conclusione che questo senso c'è o meno. Ciò non toglie che il problema se l'è posto.

Citazione
Quello non è l'agnostico, ma il menefreghista. L'agnostico sta messo nella posizione peggiore, essendo continuamente alla ricerca di dati per decidere quale tesi sposare. Parola di ex-agnostico.
Io invece di agnostici, come li chiami tu "menefreghisti" ne ho conosciuti a bizzeffe. Con la motivazione che "non potendo sapere se e il contrario di se" era perfettamente inutile stare ad arrovellarsi.

Citazione
[Qui ci sarebbe di che discutere. Si può andare alla radice, cioè del problema dell'esistenza di dio. Oppure "spostarsi più avanti" parlando delle "sacre" scritture, cioè di chi, come, perché sono state scritte e del loro inquadramento storico (anche questo, SE esiste :lol:).
Infatti sono due cose che benchè siano strettamente collegate non sono sempre necessariamente l'una la conseguenza dell'altra.

Citazione
Rimanendo qui, c'è un fiorire di teologia, poiché l'ortodossia nei primi secoli di questa neo-corrente religiosa dell'ebraismo non esisteva. C'erano parecchie comunità, che avevano ricordi diversi di questa figura mitica di Gesù, oppure interpretazioni diverse delle medesime. Il caos regnava, insomma. :mrgreen:
Beh non è proprio così. Tanto per fare un esempio esistono frammenti di un protomarco risalenti al 40d.c. Se c'è una fonte di contemporanei a Gesù proprio "figura mitica" non la chiamerei. Inoltre se è pur vero che c'erano varie correnti (come oggi d'altronde. Una su tutte i tdg che non riconoscono la Divinità (con la maiuscola) di Cristo) diverse tendevano ad inquadrare la figura di Cristo come il Dio con Noi per chiamarlo alla Isaia. Il concilio di Gerusalemme del 50-60 d.c. a cui partecipò lo stesso Paolo di Tarso (che è un contemporaneo di Cristo e non è nato "secoli dopo") servì ad esempio ad accomodare proprio una serie di visioni diverse tra le varie correnti.
Considera che uno dei motivi poi di non penetrazione dell'ateismo è la non univocità della critica.
Esistono due scuole fondamentali nell'ateismo: la critica e la mitologica. La prima riconosce la figura storica di Cristo (e non potrebbe data l'archeologia degli ultimi 30 anni) ma chiaramente dice che Gesù non è Dio. La seconda, ormai in svantaggio rispetto alla prima, nega anche l'esistenza storica di Cristo.
Spesso le due scuole sono in disaccordo e a volte raggiungono risultati opposti e in contrasto tra loro. Stiamo parlando di gente con i controco.... che non sono l'odifreddi di turno per capirci.
Tanto per dirne una se vuoi mettere in crisi un credente non puoi parlargli di Dio come "favolette". Il credente lo si mette in crisi sulla coscienza. Perchè è prima di tutto un uomo. L'archeologia degli ultimi anni concede più al credente che al non credente per capirci.



Citazione
Nello specifico, quella frase potrebbe significare tranquillamente che sono sufficienti le opere per l'eventuale salvezza, a prescindere dalla religione d'appartenenza (quindi anche agnostici e atei vi entrerebbero a pieno titolo). Poi arrivò Paolo di Tarso, il falsificatore, l'anti-Cristo (era chiamato così dalle prime comunità cristiane, poiché esponeva concetti contrari a quelli che conoscevano e che aveva insegnato loro Gesù), e disse che non erano sufficienti le opere, ma... serviva la fede. E siccome con dio aveva parlato direttamente, aveva ragione lui. :lol:
Non so quale sia la tua fonte ma ti cito l'inno alla carità che dice perfettamente il contrario di ciò che scrivi.

I Corinzi 13

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.

Se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla.


Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
se dessi il mio corpo per essere arso,
e non avessi la carità,
non mi gioverebbe a nulla.

La carità è paziente,
è benigna la carità;

la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;

tutto tollera, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.

La carità non verrà mai meno.

Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;
conosciamo infatti imperfettamente,
e imperfettamente profetizziamo;
ma quando verrà la perfezione, sparirà ciò che è imperfetto.

Quando ero bambino, parlavo da bambino,
pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Da quando sono diventato uomo,
ho smesso le cose da bambino.

Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;
ma allora vedremo faccia a faccia.
Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,
come perfettamente sono conosciuto.

Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
ma la più grande di esse è la carità.



Giusto per non tirarla a lungo. Nel cristianesimo esistono tre idee in merito alla salvezza: la protestante riformata, la pelagiana e la cattolica.
La prima ritiene (lutero) che la cosa più importante è la fede. Senza quella vai all'inferno. Per assurdo arriva ai calvinisti che dice che visto che la fede è un dono di Dio i salvati saranno un numero ben preciso. I secondi sono i pelagiani: le opere senza fede. Scuola ormai sparita nata nell'alto medioevo con Pelagio. Infine i cattolici (paolo): la fede è fondamentale ma senza le opere e la grazia di Dio non serve a niente.
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Offline cdimauro

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Re: La tua religione non è importante
« Risposta #6 il: 02 Novembre 2011, 15:59:05 »
Rieccomi, dopo un bel po' di cose da sistemare (e un megaflame sull'altro forum :lol:).
Citazione da: "rebraist"
Citazione da: "cdimauro"
Più che altro quando la scrivi con la prima maiuscola le stai attribuendo un altro valore (dopo che è già difficile determinarlo :D).
ovvio! Se si parla di la verità, non fosse altro che per l'articolo determinativo si parla di quella con la V maiuscola. Quando si parla delle altre si parla di "una verità". Ma quelle non muovono così tanto gli uomini come la ricerca di quella con la V maiuscola. Tutti, chi in una maniera, chi in un'altra cerca di darsi un senso. Poi arriva alla conclusione che questo senso c'è o meno. Ciò non toglie che il problema se l'è posto.
OK, chiaro.
Citazione
Citazione
Quello non è l'agnostico, ma il menefreghista. L'agnostico sta messo nella posizione peggiore, essendo continuamente alla ricerca di dati per decidere quale tesi sposare. Parola di ex-agnostico.
Io invece di agnostici, come li chiami tu "menefreghisti" ne ho conosciuti a bizzeffe. Con la motivazione che "non potendo sapere se e il contrario di se" era perfettamente inutile stare ad arrovellarsi.
Credo che sia dovuto al fatto che la gente non conosca realmente il significato della parola e la storia che ci sta dietro.

Da agnostico ho passato un periodo non proprio bello, arrovellandomi alla ricerca della "verità", appunto.
Citazione
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Rimanendo qui, c'è un fiorire di teologia, poiché l'ortodossia nei primi secoli di questa neo-corrente religiosa dell'ebraismo non esisteva. C'erano parecchie comunità, che avevano ricordi diversi di questa figura mitica di Gesù, oppure interpretazioni diverse delle medesime. Il caos regnava, insomma. :mrgreen:
Beh non è proprio così. Tanto per fare un esempio esistono frammenti di un protomarco risalenti al 40d.c.
In realtà sono pochi frammenti, ma insufficienti per parlare di un protovangelo di Marco.

Anche perché in questi casi chi ha interesse a supportare la propria tesi passa dal ritrovamento di un frammento alla conclusione che il vangelo di presunta appartenenza doveva essere antico almeno quanto il frammento.

E' possibilissimo, invece, che il suddetto vangelo abbia inglobato altre fonti, e che il frammento appartenga a queste. Dunque il frammento certificherebbe l'esistenza di una fonte antica, ma nulla direbbe sul vangelo che lo ha inglobato.

Gli stessi vangeli lo dimostrano, avendo attinto a fonti diverse, appunto.
Citazione
Se c'è una fonte di contemporanei a Gesù proprio "figura mitica" non la chiamerei.
Bisogna vedere cosa intendiamo con ciò.

Contemporanei di Gesù ce n'erano diversi, ma da loro ci fu uno strano silenzio proprio in merito alla sua persona, e al contrario di tante altri fatti anche banali che riportarono.
Citazione
Inoltre se è pur vero che c'erano varie correnti (come oggi d'altronde. Una su tutte i tdg che non riconoscono la Divinità (con la maiuscola) di Cristo) diverse tendevano ad inquadrare la figura di Cristo come il Dio con Noi per chiamarlo alla Isaia. Il concilio di Gerusalemme del 50-60 d.c. a cui partecipò lo stesso Paolo di Tarso (che è un contemporaneo di Cristo e non è nato "secoli dopo") servì ad esempio ad accomodare proprio una serie di visioni diverse tra le varie correnti.
Non servì a molto, visto che le visioni, anche molto diverse, non si spensero ma, anzi, prosperarono.
Citazione
Considera che uno dei motivi poi di non penetrazione dell'ateismo è la non univocità della critica.
Esistono due scuole fondamentali nell'ateismo: la critica e la mitologica. La prima riconosce la figura storica di Cristo (e non potrebbe data l'archeologia degli ultimi 30 anni) ma chiaramente dice che Gesù non è Dio.
Veramente proprio l'archeologia, anche molto recente, non ha certo aiutato Gesù. Al contrario.

Tanto per fare un esempio eclatante, qualche anno fa ci fu una notizia clamorosa: nei dintorni di Gerusalemme era stata ritrovata un'urna di circa 2mila anni fa in cui c'era scritto "Gesù, figlio di Giuseppe e fratello di Giacomo".
Per i cristiani fu un'esplosione di gioia, perché era stato ritrovata finalmente quella che sembrava una prova a favore dell'esistenza storica di Gesù in accordo con le sacre scritture (sebbene i cattolici dovettero ridere a denti stretti, perché il fatto che Gesù avesse un fratello smentiva il loro dogma consolidato di Maria vergine prima, durante, e dopo il parto :D).
Peccato che si trattasse di un falso, perché le scritte furono aggiunte da chi aveva ritrovato quell'urna (che però aveva realmente 2000 anni).

Alla scoperta del falso una famosa rivista di archeologia titolò qualcosa del tipo "Dopo 2mila anni i cristiani continuano a cercare il primo reperto di Gesù". :lol:
Citazione
La seconda, ormai in svantaggio rispetto alla prima, nega anche l'esistenza storica di Cristo.
E' bene precisare che nega l'esistenza storica del Cristo descritto dai vangeli, e sui quali anche la corrente storica non è certo tenera.
Citazione
Spesso le due scuole sono in disaccordo e a volte raggiungono risultati opposti e in contrasto tra loro. Stiamo parlando di gente con i controco.... che non sono l'odifreddi di turno per capirci.
A me piace Odifreddi, ma ho letto anche altri saggi. In particolare quelli di Bart Ehrman, che sono molto "potabili" per un non addetto ai lavori.
Citazione
Tanto per dirne una se vuoi mettere in crisi un credente non puoi parlargli di Dio come "favolette". Il credente lo si mette in crisi sulla coscienza. Perchè è prima di tutto un uomo. L'archeologia degli ultimi anni concede più al credente che al non credente per capirci.
Da quel che ho letto a me risulta proprio il contrario. Tanto che perfino Ratzinger ha ammesso nel suo primo libro su Gesù che "forse era un esseno", dopo tutto il materiale in merito che è stato recuperato nell'ultimo secolo.

Oggi è difficile trovare studiosi che pensino che il Gesù descritto dai vangeli sia "storico". A parte i credenti, che ovviamente hanno interesse a sostenere questa tesi. ;)
Citazione
Citazione
Nello specifico, quella frase potrebbe significare tranquillamente che sono sufficienti le opere per l'eventuale salvezza, a prescindere dalla religione d'appartenenza (quindi anche agnostici e atei vi entrerebbero a pieno titolo). Poi arrivò Paolo di Tarso, il falsificatore, l'anti-Cristo (era chiamato così dalle prime comunità cristiane, poiché esponeva concetti contrari a quelli che conoscevano e che aveva insegnato loro Gesù), e disse che non erano sufficienti le opere, ma... serviva la fede. E siccome con dio aveva parlato direttamente, aveva ragione lui. :lol:
Non so quale sia la tua fonte ma ti cito l'inno alla carità che dice perfettamente il contrario di ciò che scrivi.

I Corinzi 13

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.

Se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla.


Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
se dessi il mio corpo per essere arso,
e non avessi la carità,
non mi gioverebbe a nulla.

La carità è paziente,
è benigna la carità;

la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;

tutto tollera, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.

La carità non verrà mai meno.

Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;
conosciamo infatti imperfettamente,
e imperfettamente profetizziamo;
ma quando verrà la perfezione, sparirà ciò che è imperfetto.

Quando ero bambino, parlavo da bambino,
pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Da quando sono diventato uomo,
ho smesso le cose da bambino.

Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;
ma allora vedremo faccia a faccia.
Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,
come perfettamente sono conosciuto.

Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
ma la più grande di esse è la carità.
OK, ma questo non dice che si possa fare a meno della fede (forse non era chiaro da quello che avevo scritto). Le opere sono necessarie, ma senza la fede ci può essere salvezza?
Citazione
Giusto per non tirarla a lungo. Nel cristianesimo esistono tre idee in merito alla salvezza: la protestante riformata, la pelagiana e la cattolica.
La prima ritiene (lutero) che la cosa più importante è la fede. Senza quella vai all'inferno. Per assurdo arriva ai calvinisti che dice che visto che la fede è un dono di Dio i salvati saranno un numero ben preciso. I secondi sono i pelagiani: le opere senza fede. Scuola ormai sparita nata nell'alto medioevo con Pelagio. Infine i cattolici (paolo): la fede è fondamentale ma senza le opere e la grazia di Dio non serve a niente.
Sì, questo è chiaro.

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