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La tua religione non è importante
TheKaneB:
Andando a zonzo per la rete ho trovato una specie di presentazione in powerpoint riguardo un dialogo tra un teologo Brasiliano (tale Leonardo Boff) e il Dalai Lama. Non sono sicuro dell'autenticità della fonte, non vorrei che si trattasse delle solite frasi attribuite erroneamente a personaggi famosi (Jim Morrison ne sa qualcosa :lol: ).
Comunque il messaggio, chiunque ne sia l'autore, è abbastanza in linea con il mio pensiero di ateo.
In breve, riassumo per i non anglofoni, dice che non importa quale sia la tua religione, purchè questa religione ti faccia agire in modo etico, responsabile, sensibile verso i problemi dell'umanità, ecc...
Se una religione ti causa questo, allora quella è la migliore religione per te.
Ovviamente in questo caso si trascende completamente il significato di religione (il credere nell'esistenza di divinità varie) e sposta il fulcro del discorso sulla morale e sull'etica personale. In particolare mette l'accento sul meccanismo di causa-effetto che vale anche nei rapporti umani e non solo in fisica, cioè se ti comporti in un certo modo verso i tuoi amici e familiari, otterrai in cambio un trattamento conseguente.
--- Citazione ---Slide 1: A brief dialogue between a Brazilian theologist Leonardo Boff and HH the Dalai Lama. YOUR RELIGION IS NOT IMPORTANT Leonardo is one of the renovators of the Theology of Freedom.
Slide 2: In a round table discussion about religion and freedom in which HH the Dalai Lama and myself were participating at recess I maliciously, and also with interest, asked him: “Your holiness, what is the best religion?”
Slide 3: which surprised me because I knew of the malice contained in my question. He answered: “The best religion is the one that gets you closest to God. It is the one that makes you a better person.” I thought he would say: “Tibetan Buddhism” or “The oriental religions, much older than Christianity” The Dalai Lama paused, smiled and looked me in the eyes ….
Slide 4: To get out of my embarrassment with such a wise answer, I asked: “What is it that makes me better?” He responded: “Whatever makes you more compassionate, more sensible, more detached, more loving, more humanitarian, more responsible, more ethical.” “The religion that will do that for you is the best religion”
Slide 5: I was silent for a moment, marvelling and even today thinking of his wise and irrefutable response: “I am not interested, my friend, about your religión or if you are religious or not. “What really is important to me is your behaviour in front of your peers, family, work, community, and in front of the world.” “Remember, the universe is the echo of our actions and our thoughts.”
Slide 6: “The law of action and reaction is not exclusively for physics. It is also of human relations. If I act with goodness, I will receive goodness. If I act with eviI, I will get evil.” “What our grandparents told us is the pure truth. You will always have what you desire for others. Being happy is not a matter of destiny. It is a matter of options.”
Slide 7: Finally he said: “Take care of your Thoughts because they become Words. Take care of your Words because they will become Actions. Take care of your Actions because they will become Habits. Take care of your Habits because they will form your Character. Take care of your Character because it will form your Destiny, and your Destiny will be your Life … and … “There is no religion higher than the Truth.”
--- Termina citazione ---
Traduco solo l'ultima parte, che fa molto "Maestro Yoda" :lol:
Fai attenzione ai tuoi pensieri, perchè questi diventano parole.
Fai attenzione alle tue parole, perchè queste diventano azioni.
Fai attenzione alle tue azioni, perchè queste diventano abitudini.
Fai attenzione alle tue abitudini, perchè queste formano il tuo carattere.
Fai attenzione al tuo carattere, perchè questo forgerà il tuo destino, ed il tuo destino sarà la tua vita... e...
Non c'è una religione migliore della verità.
Ammetto però di non aver capito cosa intenda per "verità", che sembra una parola buttata lì con un significato diverso dal normale, probabilmente da ricercarsi nel gergo del Buddhismo Tibetano.
divina:
perfettamente d' accordo :)
cdimauro:
--- Citazione da: "TheKaneB" ---Ovviamente in questo caso si trascende completamente il significato di religione (il credere nell'esistenza di divinità varie) e sposta il fulcro del discorso sulla morale e sull'etica personale. In particolare mette l'accento sul meccanismo di causa-effetto che vale anche nei rapporti umani e non solo in fisica, cioè se ti comporti in un certo modo verso i tuoi amici e familiari, otterrai in cambio un trattamento conseguente.
--- Termina citazione ---
Mi pare più che altro una cosa di buon senso.
Comunque, e se non ricordo male, la legge di causa-effetto si può applicare alla fisica classica, ma non a quella quantistica.
--- Citazione ---Ammetto però di non aver capito cosa intenda per "verità", che sembra una parola buttata lì con un significato diverso dal normale, probabilmente da ricercarsi nel gergo del Buddhismo Tibetano.
--- Termina citazione ---
Non esiste una definizione oggettiva e incontrovertibile della parola "verità". C'è una tesi di un filosofo italiano, un certo Bossi (ma non ricordo il nome; di certo non Umberto :D), incentrata proprio sul suo significato.
rebraist:
il vero problema resta proprio lì.
cos'è la verità?
e benchè io stesso, per formazione, sia un seguace del "allo stato attuale delle nostre conoscenze" non si può limitare la verità a questo.
esiste la verità? non esiste?
chi crede dice di si chi non crede dice di no. Ovviamente non può dire che esiste la verità senza la Verità. Sarebbe come dire che esistono tutte tranne una. Che è illogico uguale. L'agnostico ti risponde: esiste o non esiste non mi tange. Campo bene uguale.
E'vero che si continua a esistere senza andare alla radice del problema. Ma è vero che si campa anche senza newton e senza einstein. L'abbiamo fatto negli ultimi 20000 anni e il mondo non è poi andato male.
Io la penso come Pascal: non si può non scommettere.
Personalmente, se la scommessa la vinco va bene anche a chi puntava al contrario:
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." Mt 7,21.
cdimauro:
--- Citazione da: "rebraist" ---il vero problema resta proprio lì.
cos'è la verità?
e benchè io stesso, per formazione, sia un seguace del "allo stato attuale delle nostre conoscenze" non si può limitare la verità a questo.
esiste la verità? non esiste?
chi crede dice di si chi non crede dice di no. Ovviamente non può dire che esiste la verità senza la Verità. Sarebbe come dire che esistono tutte tranne una. Che è illogico uguale.
--- Termina citazione ---
Più che altro quando la scrivi con la prima maiuscola le stai attribuendo un altro valore (dopo che è già difficile determinarlo :D).
--- Citazione ---L'agnostico ti risponde: esiste o non esiste non mi tange. Campo bene uguale.
--- Termina citazione ---
Quello non è l'agnostico, ma il menefreghista. L'agnostico sta messo nella posizione peggiore, essendo continuamente alla ricerca di dati per decidere quale tesi sposare. Parola di ex-agnostico.
Poi si diventa atei, e si vive molto più sereni. 8-)
--- Citazione ---E'vero che si continua a esistere senza andare alla radice del problema. Ma è vero che si campa anche senza newton e senza einstein. L'abbiamo fatto negli ultimi 20000 anni e il mondo non è poi andato male.
Io la penso come Pascal: non si può non scommettere.
Personalmente, se la scommessa la vinco va bene anche a chi puntava al contrario:
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." Mt 7,21.
--- Termina citazione ---
Qui ci sarebbe di che discutere. Si può andare alla radice, cioè del problema dell'esistenza di dio. Oppure "spostarsi più avanti" parlando delle "sacre" scritture, cioè di chi, come, perché sono state scritte e del loro inquadramento storico (anche questo, SE esiste :lol:). E infine, andare a discutere del carattere prettamente teologico, quindi del significato delle scritture.
La diatriba di Pascal è da inquadrare nel primo caso. Una volta acquisito per "vero" il primo, egli fa suo anche il secondo caso (individua il "vero" nelle scritture cristiane"). E infine si arrovella sul terzo caso, da cui la frase che hai riportato.
Rimanendo qui, c'è un fiorire di teologia, poiché l'ortodossia nei primi secoli di questa neo-corrente religiosa dell'ebraismo non esisteva. C'erano parecchie comunità, che avevano ricordi diversi di questa figura mitica di Gesù, oppure interpretazioni diverse delle medesime. Il caos regnava, insomma. :mrgreen:
Nello specifico, quella frase potrebbe significare tranquillamente che sono sufficienti le opere per l'eventuale salvezza, a prescindere dalla religione d'appartenenza (quindi anche agnostici e atei vi entrerebbero a pieno titolo). Poi arrivò Paolo di Tarso, il falsificatore, l'anti-Cristo (era chiamato così dalle prime comunità cristiane, poiché esponeva concetti contrari a quelli che conoscevano e che aveva insegnato loro Gesù), e disse che non erano sufficienti le opere, ma... serviva la fede. E siccome con dio aveva parlato direttamente, aveva ragione lui. :lol:
OK, mi fermo qui. :)
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